Il momento più delicato dell'anno per una piscina non è agosto. È settembre, quando si smette di usarla e si smette anche di guardarla. Quasi tutti i problemi che emergono a maggio — acqua verde, filtro intasato, tubazioni danneggiate, superfici macchiate — nascono da una chiusura fatta di fretta o fatta troppo presto.
Ecco l'ordine corretto delle operazioni.
1. Non chiudere troppo presto
È l'errore più comune. Finita l'estate viene naturale coprire tutto e voltare pagina, ma sigillare una vasca ancora tiepida significa lasciare per settimane un ambiente perfetto per alghe e batteri, al buio e senza filtrazione.
Il riferimento non è il calendario, è la temperatura: si chiude quando l'acqua è stabilmente sotto i 12-15 gradi. In molte zone d'Italia significa fine ottobre, non i primi di settembre.
2. Pulire prima, sempre
Tutto ciò che resta sul fondo durante l'inverno avrà mesi per macchiare. Foglie, residui organici, depositi calcarei: vanno tolti adesso, non a marzo.
Servono una spazzolatura completa di pareti e fondo, la pulizia dei cestelli di skimmer e pompa, e un passaggio accurato negli angoli, dove si accumula ciò che l'aspirazione non prende. La sezione accessori raccoglie spazzole, teli e attrezzatura per questa fase.
3. Equilibrare l'acqua, poi trattarla
Questo è il passaggio che decide come sarà l'acqua a primavera. Prima si correggono pH e durezza, poi si effettua un trattamento d'urto, e solo alla fine si aggiunge il prodotto svernante.
L'ordine conta: uno svernante immesso in acqua squilibrata rende molto meno di quanto dovrebbe. Nella linea chimica trovate correttori, trattamenti d'urto e prodotti specifici per il periodo invernale.
4. Proteggere l'impianto dal gelo
È la parte che costa di più se trascurata, perché l'acqua che ghiaccia dentro una tubazione o dentro il corpo pompa non si ripara: si sostituisce.
Vanno abbassato il livello dell'acqua sotto le bocchette, svuotati pompa e filtro, aperti gli scarichi e chiuse le valvole. Nelle zone dove il gelo è serio si aggiungono i galleggianti antigelo in vasca, che assorbono la spinta del ghiaccio invece di lasciarla scaricare sulle pareti. Filtri, cartucce e componenti di ricambio sono nella sezione filtrazione.
5. Coprire, ma senza sigillare l'errore
La copertura serve a tenere fuori foglie e sporco, non a nascondere una vasca chiusa male. Va tesa bene, fissata, e controllata un paio di volte durante l'inverno: dopo una nevicata o un vento forte, mezz'ora di verifica evita danni ben più costosi.
Il conto finale
Una chiusura fatta bene richiede mezza giornata. Una riapertura dopo una chiusura fatta male può richiedere una settimana, più i prodotti per recuperare l'acqua e, nei casi peggiori, la sostituzione di componenti.
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